LA DISBIOSI NON E’ UN PROBLEMA “SOLO INTESTINALE”
La disbiosi intestinale è una condizione caratterizzata da uno squilibrio qualitativo e quantitativo della comunità di microrganismi che popolano il nostro intestino.
Sono prevalentemente batteri (ma anche virus e funghi) che svolgono un ruolo fondamentale nella digestione, nella sintesi di vitamine, nella regolazione del sistema immunitario e perfino nella comunicazione con il sistema nervoso centrale attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello.
Quando la composizione del microbiota viene alterata – ad esempio a causa di terapie antibiotiche protratte, dieta squilibrata, stress, infezioni o patologie croniche – si parla di disbiosi, una condizione che può avere effetti sistemici e contribuire allo sviluppo o alla modulazione di molte malattie. Analizziamo brevemente quelle di mia maggiore competenza:
Disbiosi e fibromialgia
Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato una stretta correlazione tra disbiosi e fibromialgia.
In questi pazienti sono state riscontrate alterazioni specifiche nella composizione batterica, con una riduzione di specie come Faecalibacterium prausnitzii, Bacteroides uniformis e Prevotella copri, tutte coinvolte nella produzione di metaboliti antinfiammatori e nella modulazione del dolore.
La disbiosi sembra influenzare la sintomatologia della fibromialgia sia tramite la produzione di metaboliti (come gli acidi grassi a corta catena e gli acidi biliari secondari) sia tramite l’attivazione del sistema immunitario, con effetti sulla neuroinfiammazione e sulla sensibilizzazione centrale.
Disbiosi e Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS)
La stanchezza cronica, o CFS, è un’altra condizione che si associa frequentemente a disbiosi.
Nei pazienti con CFS sono state riscontrate alterazioni nella diversità e nella composizione del microbiota intestinale, con una riduzione di batteri “benefici” e un aumento di specie potenzialmente pro-infiammatorie.
Queste alterazioni possono contribuire alla persistenza della fatica, all’infiammazione cronica e alla disregolazione dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), con ripercussioni su sonno, energia e funzione cognitiva.
Disbiosi e neuropatia delle piccole fibre
La neuropatia delle piccole fibre è una condizione caratterizzata da dolore neuropatico, parestesie e alterazioni della sensibilità, spesso senza alterazioni rilevabili agli esami “standard” di conduzione nervosa.
Studi recenti suggeriscono che la disbiosi possa contribuire alla patogenesi di questa neuropatia sia attraverso la produzione di metaboliti neurotossici, sia tramite la modulazione della risposta immunitaria e dell’infiammazione sistemica.
In particolare, la riduzione di acidi grassi a corta catena e di batteri che regolano il metabolismo del glutammato e del GABA può favorire la sensibilizzazione delle fibre nervose periferiche.
Disbiosi e Sensibilità Chimica Multipla (MCS)
La sensibilità chimica multipla è una sindrome complessa caratterizzata da sintomi multisistemici in risposta a bassi livelli di esposizione a sostanze chimiche comuni.
La letteratura più recente suggerisce che la disbiosi possa giocare un ruolo nella patogenesi della MCS, favorendo uno stato di infiammazione cronica, una maggiore permeabilità intestinale (“leaky gut”) e una disregolazione immunitaria che amplifica la reattività dell’organismo agli stimoli ambientali.
Correlazioni con altre patologie
La disbiosi è stata collegata anche a molte altre condizioni, tra cui malattie autoimmuni, allergie, sindrome dell’intestino irritabile, malattie metaboliche e persino disturbi psichiatrici come depressione e ansia.
L’asse intestino-cervello e la produzione di metaboliti microbici sono al centro di queste correlazioni, rendendo il microbiota un potenziale bersaglio terapeutico innovativo.
Conclusioni
La disbiosi intestinale rappresenta un fattore chiave nella modulazione della salute sistemica e nella genesi di molte patologie complesse, tra cui fibromialgia, stanchezza cronica, neuropatia delle piccole fibre e sensibilità chimica multipla.
Cercare di correggere lo squilibrio del microbiota attraverso strategie personalizzate può aprire nuove ed efficaci prospettive terapeutiche in numerose patologie.



