LA FIBROMIALGIA
La FIBROMIALGIA è una malattia cronica che si manifesta caratteristicamente con dolore muscoloscheletrico diffuso che può essere percepito come bruciore, fitte o tensione muscolare e tende a variare in intensità e localizzazione da un giorno all’altro.
Al dolore si associano numerosissimi sintomi che rendono la qualità di vita quotidiana decisamente pessima per chi ne soffre e che sono solo parzialmente riassunti nella figura sottostante.
Non vi è ad esempio contemplata la tristemente famosa “fog” o “nebbia” cerebrale che limita notevolmente e pesantemente le performances del paziente fibromialgico rendendo difficoltosi lo studio, la lettura, la vita.

Nonostante la fibromialgia sia una patologia che può distruggere fisicamente e psicologicamente obbligando il soggetto a rivedere le proprie priorità e ambizioni e nonostante sia riconosciuta da oltre 30 anni, spesso chi ne è affetto si sente ancora dire che “è tutto nella sua testa”, perché non esistono esami di laboratorio o radiografie che la confermino in modo diretto.
In realtà, oggi sappiamo che la causa principale è una alterazione nella regolazione del dolore da parte del sistema nervoso centrale: i segnali dolorosi vengono amplificati e percepiti anche quando non ci sono danni ai tessuti.
Fattori genetici, stress o traumi fisici o psicologicI, soprattutto se protratti nel tempo, e persino alcune infezioni possono contribuire all’insorgenza della malattia.
La diagnosi si basa su criteri clinici delineati dall’American College of Rheumatology (ACR)) e includono la presenza di dolore diffuso da almeno 3 mesi, associato a sintomi come affaticamento, sonno non ristoratore e difficoltà cognitive.
SI utilizzano scale di valutazione e questionari specifici, come il Widespread Pain Index (WPI) e il Symptom Severity Scale (SS), per aiutare a identificare e “misurare” la fibromialgia oltre che distinguerla da altre condizioni simili.
Esami di laboratorio vengono prescritti solo per escludere altre patologie, come artritI o malattie autoimmuni o ipotiroidismo.
Il trattamento è multidisciplinare e punta a migliorare la qualità di vita attraverso esercizio fisico “dolce”, terapie psicologiche come la Cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento e gestione dello stress, e farmaci che modulano la percezione del dolore o antiossidanti.
È fondamentale sempre e comunque personalizzare il percorso terapeutico, mantenendo uno stretto rapporto fatto di fiducia e feedback reciproci.



