CHI E’ L’IMMUNOLOGO?
Una giornalista Svizzera mi ha recentemente intervistato.
Vi ripropongo il testo in italiano dell’articolo che verrà pubblicato su una rivista divulgativa in lingua tedesca.
Tutti sanno chi è il cardiologo, il ginecologo oppure il dermatologo.
Ma pochissimi sanno chi è lo specialista che si occupa di allergie, difese immunitarie e malattie autoimmuni e in cosa consiste il suo lavoro, eppure cura malattie che colpiscono un numero elevatissimo di persone di qualsiasi età e di ambo i sessi e che nella maggioranza dei casi sono croniche.
In questa intervista, grazie allo specialista italiano Dott. LORENZO BETTONI scopriremo finalmente chi è l’Immunologo, cosa fa ogni giorno, quali sono le sue competenze e perché il suo ruolo è sempre più importante nella medicina moderna nonostante sia ancora una figura rara da trovare.
Dottor Bettoni, chi è l’Immunologo?
Anzitutto complimenti perché ha centrato subito l’argomento!
In effetti io come immunologo vengo spesso visto dai pazienti quasi come un medico che proviene da un altro pianeta, una entità sconosciuta che viene considerata “l’ultima spiaggia” dal punto di vista scientifico perché si occupa di malattie “strane”, di casi “strani”, di persone “dai sintomi strani” spesso rimbalzate da uno specialista all’altro.
Nella realtà, invece, l’Immunologo è un medico specializzato nello studio e nella gestione delle malattie del sistema immunitario, cioè quel complesso sistema di difesa (paragonabile alle nostre Forze Armate) che protegge l’organismo da infezioni, allergie e altre patologie.
Si occupa di diagnosticare, trattare e monitorare condizioni in cui il sistema immunitario funziona in modo anomalo, sia per eccesso (come nelle allergie e nelle malattie autoimmuni e reumatiche) sia per difetto (come nelle immunodeficienze).
Si occupa anche delle malattie del connettivo, ossia di quel tessuto di “riempimento” che lega fra loro i nervi, i vasi sanguigni, i muscoli, le ossa, gli organi.
Pertanto l’immunologo collabora con tutti gli specialisti perché il connettivo è ovunque e gli anticorpi possono attaccare qualsiasi struttura del nostro organismo, dalla testa (come nell’alopecia) ai piedi (come nelle artriti).
Infine si occupa di malattie emergenti, cosiddette da ossidazione cellulare, in grado di alterare pesantemente la qualità di vita dei pazienti, sconosciute fino a pochi decenni fa.
Ancor oggi sono poco riconosciute a causa della mancanza di markers specifici (la diagnosi è clinica) e per la mancanza di terapie sicuramente efficaci.
Per queste malattie, che si chiamano sindrome da stanchezza cronica (o encefalomielite mialgica), fibromialgia, sensibilità chimica multipla e malattia dell’edificio malato (o sick building syndrome), è pertanto necessario un approccio olistico a 360 gradi ed un continuo rapporto con il paziente, al fine di creare una terapia il più possibile personalizzata.
Quali sono quindi le principali patologie trattate dall’Immunologo?
L’Immunologo si occupa di un ampio spettro di patologie, tra cui:
– Malattie autoimmuni, del connettivo e reumatiche (ad esempio lupus, artrite reumatoide, tiroiditi….)
– Malattie allergiche (respiratorie, alimentari, da farmaci, da contatto….)
– Malattie infiammatorie croniche
– Patologie emergenti (stanchezza cronica, sensibilità chimica multipla, fibromialgia…)
– Immunodeficienze primitive e acquisite (che io personalmente non tratto per questioni di tempo)
Lei ha detto che collabora con vari specialisti. Ci fa alcuni esempi pratici di malattie condivise?
Certamente!
Con il dermatologo collaboro per le dermatiti atopiche, per la psoriasi a componente artritica o per l’alopecia
Con il ginecologo collaboro per malattie aftose come il Behcet o per la poliabortività
Con l’oculista per la sindrome di Sjogren o per le uveiti autoimmuni
Con l’endocrinologo per le tiroiditi autoimmuni
Con l’ortopedico ed il fisiatra per tutte le forme artritiche o artrosiche e per l’osteoporosi
Con l’otorinolaringoiatra per le riniti allergiche, le poliposi recidivanti o la sindrome della bocca urente
Con il chirurgo per la preparazione di pazienti allergici ai farmaci o al lattice
Con il radiologo per le reazioni ai mezzi di contrasto
Con il nefrologo per le complicanze renali di malattie come il Lupus
Con il pneumologo per le forme asmatiche o le complicanze polmonari della sclerodermia
Con l’epatologo per le epatiti autoimmuni
E naturalmente questi sono solo alcuni dei tantissimi esempi di cooperazione che potrei riferirle.
Lei ha citato le allergie. In cosa si differenzia dall’allergologo?
Spesso le due figure coincidono, perché la specializzazione è unica (Immunologia Clinica e Allergologia).
Tuttavia, l’Immunologo si occupa di tutte le malattie del sistema immunitario, mentre l’Allergologo si concentra soprattutto sulle allergie. In pratica, potrei dire che un Immunologo ha una visione un po’ più ampia, che include anche le patologie autoimmuni.
In cosa consiste il lavoro quotidiano di un Immunologo?
L’Immunologo visita pazienti, raccoglie la storia clinica e valuta sintomi spesso complessi o poco specifici.
Richiede e interpreta esami immunologici specifici (come autoanticorpi, immunoglobuline, test allergologici) e collabora con altri specialisti per impostare terapie personalizzate.
Si occupa anche di follow-up a lungo termine, fondamentale pressochè in tutte le patologie immunologiche e reumatiche, essendo tutte croniche. In pratica segue il paziente dalla diagnosi in poi, per tutta la vita.
Quali competenze specifiche ha un Immunologo?
Oltre alla laurea in Medicina e Chirurgia, l’Immunologo ha una specializzazione in Immunologia Clinica e Allergologia.
Conosce in modo approfondito il funzionamento del sistema immunitario, i test diagnostici immunologici, le terapie immunosoppressive e immunomodulanti, oltre a tecniche avanzate di laboratorio.
Ha anche competenze trasversali per lavorare in team multidisciplinari.
Quando è utile rivolgersi a un Immunologo?
È consigliato rivolgersi a un Immunologo in caso di infezioni ricorrenti, sintomi suggestivi di allergie, sospetto di malattie autoimmuni o quando ci si trova di fronte a disturbi “strani” o apparentemente “inspiegabili” e di difficile interpretazione, al fine di definire una diagnosi complessa ma precisa.
L’Immunologo lavora solo in ospedale?
Assolutamente no! L’Immunologo può lavorare in diversi contesti: ospedali, ambulatori specialistici, laboratori di analisi, centri di ricerca e anche in università come docente o ricercatore.
La sua figura è fondamentale sia nella pratica clinica sia nella ricerca scientifica.
Quali sono le principali innovazioni in Immunologia negli ultimi anni?
Negli ultimi anni abbiamo avuto grandi progressi, come lo sviluppo di terapie biologiche mirate, i nuovi vaccini, le CAR-T cells per alcuni tumori, e tecniche diagnostiche sempre più precise.
Queste innovazioni stanno rivoluzionando la gestione di molte malattie immunitarie.



